Delia, inaugurazione monumento ai caduti di tutte le guerre

<<Oggi è la ricorrenza dei cari defunti. Siamo qui per onorare la loro memoria ed anche quella dei caduti di tutte le guerre. Siamo quì per pregare per loro. Per ricordare il loro sacrificio per la Patria. E per riflettere sull’assurdità della guerra. Di ogni guerra>>.

Sono queste le parole del discorso che stamani, il sindaco di Delia Gianfilippo Bancheri, ha pronunciato subito dopo lo scoprimento del monumento dedicato ai caduti di tutte le guerre e dopo la benedizione da parte dell’arciprete di Delia, don Carmelo Carvello.

Alla cerimonia erano presenti il presidente del consiglio comunale Tony Di Caro, i consiglieri e gli assessori comunali e le autorità religiose e militari.

Un discorso semplice e significativo quello di Gianfilippo Bancheri che ha, tra l’altro, ricordato  papa Paolo VI che parlò dei defunti come “quelli che ci hanno preceduti «cum signo fidei et dormiunt in somno pacis».

<<Parole bellissime e consolatorie – le ha definite il sindaco. Parole che sostengono il nostro dolore nei momenti di sconforto, perchè ci dicono che i nostri cari defunti non sono morti ma stanno dormendo in pace.

La bozza progettuale del monumento del monumento ai caduti di tutte le guerre è stata realizzata dall’artista deliano Salvatore Montebello che <<ancora una volta – ha ricordato nel suo discorso il sindaco – ha voluto mettere la sua geniale opera e il suo ingegno artistico al servizio della collettività>>.

Il primo cittadino lo ha anche ringraziato pubblicamente <<per aver saputo interpretare il senso profondo che sta alla base del sacrificio di questi uomini caduti in guerra>>.

E’ stata una cerimonia molto partecipata durante la quale il sindaco non è riuscito a nascondere la sua commozione.

<< Se oggi siamo qui – ha anche detto il primo cittadino di Delia – è per testimoniare che il loro gesto non è scomparso nel nulla. Siamo qui per sottolineare che il loro sacrificio umano è servito per fare questa nazione, l’Italia, una nazione libera, solidale, unita e democratica. E questa nazione non smetterà mai di ricordarli e di ringraziarli>>.

<<Purtroppo – ha aggiunto – le guerre continuano. E le guerre fanno morti. Provocano distruzione. E a causa di ciò, l’uomo, invece di aumentare il suo benessere, produce miseria, fame e dolore. Ecco perchè oggi come ogni anno ricordiamo i caduti di tutte le guerre. Per non dimenticare mai ciò che è stato e per sperare che non si ripeta mai più domani>>.

<<Il monumento che ci apprestiamo a scoprire – ha infine detto – rappresenta un simbolo importante, perchè ci parla di uomini coraggiosi. Di uomini leali e generosi. Uomini che hanno creduto nella libertà. Questo monumento deve essere per tutti un simbolo di unione. Un simbolo del nostro passato che ci fa guardare con speranza al futuro. Un futuro di pace e di benessere per tutti i popoli della terra>>.

La cerimonia è stata preceduta dallo scoprimento di una lapide di marmo “dedicata a Theodore Jay Thomposon, l’aviatore morto nelle campagne di Delia in seguito alla caduta del suo aereo, colpito dal fuoco dei soldati tedesche durante la seconda guerra mondiale, le cui spoglie riposano ora sepolte nel cimitero comunale di Delia.

La lapide, voluta dall’amministrazione comunale per venire incontro alle richieste di un privato cittadino, Giuseppe Borzellino, è stata realizzata dai “Fratelli Vilardo.

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